Alla Sperimentazione segue la fase di Valutazione, il cui obbiettivo è quello di comprendere i punti di forza che rendono il modello efficace ed efficiente, integrarlo con suggerimenti su quali sono le condizioni che lo rendono più performante ed evidenziare e correggere eventuali aree di criticità che dovessero emergere.

 

Questa fase è composta da tre interventi. Il primo consisterà nella conduzione di interviste ad operatori, coordinatori degli enti partner e ad alcuni partecipanti per identificare i punti di forza e le criticità del modello. Il secondo consisterà in un seminario che vedrà coinvolti i ricercatori, i rappresentanti degli enti partner e i rappresentanti dei SAE. Obiettivo del seminario è quello di proporre modifiche al protocollo di intervento per renderlo più efficace ed efficiente. L’ultimo intervento consisterà nell'aggiornamento del manuale alla luce delle richieste e delle indicazioni emerse durante il seminario.

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Il percorso ESPaR: prime indicazioni sulla sua efficacia

I giorni 2 e 3 ottobre, presso l’Università Cattolica di Milano, i referenti degli enti partner ed alcuni operatori si sono incontrati per fare il punto sulle indicazioni emerse dalla fase di sperimentazione. Gli operatori di FOCSIV, il partner incaricato di effettuare il monitoraggio e la valutazione, hanno riportato i risultati emersi dalle interviste condotte ai singoli operatori per ognuno dei 42 gruppi composti da 10 migranti.

La prima indicazione che è emersa è l’estrema eterogeneità delle situazioni. Sono risultate essere molto varie le caratteristiche dei partecipanti in relazione alle differenti nazionalità d’origine e al livello di alfabetizzazione. Tra gli operatori erano ben rappresentati sia quelli italiani che quelli di origine straniera. Anche gli enti, infine, si sono differenziati tra quelli che ospitano direttamente i rifugiati o richiedenti asilo politico e quelli che hanno effettuato la sperimentazione su partecipanti ospiti di altre strutture. Questo ha permesso di capire, con più precisione, quali sono le condizioni in cui il percorso ESPaR funziona meglio.

Per quanto riguarda i gruppi, sia il clima che la partecipazione è stata sempre molto o comunque abbastanza buona. Ne è la riprova il numero molto limitato di assenze agli incontri. Meno ottimale il dato relativo all'omogeneità delle caratteristiche dei membri dei gruppi: va considerato che questo è probabile sia un elemento difficile da contrastare, soprattutto per enti piccoli che hanno scarse possibilità di selezionare i partecipanti in modo tale da garantire livelli simili di alfabetizzazione e bisogni d’orientamento.

La struttura delle attività nel suo complesso è stata confermata: le modifiche che verranno apportate al manuale riguarderanno una maggiore durata di due degli incontri di gruppo, la riduzione da tre a uno dei colloqui individuali e il raddoppio del monte ore per attività di back-office necessarie soprattutto per la stesura del documento finale. Riguardo alle singole attività, alcune hanno funzionato bene e non richiedono modifiche, mentre altre verranno in parte riformulate affinché possano essere più adatte a coloro che non dispongono di un elevato livello di alfabetizzazione.

Infine, rispetto all'efficacia dell’intervento, i primi dati confermano la sua utilità soprattutto in relazione alla capacità di modificare aspettative distoniche rispetto alle competenze possedute e alle concrete opportunità di inserimento lavorativo favorendo una progettualità più realistica (vedi grafico). Inoltre, gli operatori hanno sottolineato come il documento finale risulti di estrema utilità per coloro che devono aiutare i migranti a scegliere percorsi di riqualificazione professionale e a ricercare opportunità lavorative o di stage consone alle loro competenze ed aspettative.


Conclusa la fase di sperimentazione, è arrivato il momento della valutazione

A fine settembre, la quasi totalità dei gruppi hanno concluso le proprie attività e i documenti ESPaR sono stati redatti e consegnati ai partecipanti. Parallelamente, a partire da luglio, è iniziata la fase di valutazione condotta da FOCSIV. Questa consiste nella conduzione di una serie di interviste via Skype, una per ognuno dei 42 gruppi, sulla base di un questionario composto da domande sia aperte che chiuse ed organizzato in più sezioni.

La prima riguarda il gruppo: livello di omogeneità dei partecipanti; clima; partecipazione attiva. Vengono poi passati in rassegna tutti gli incontri previsti dall'intervento, sia di gruppo che individuali, per comprendere quanto e perché sono stati utili e per identificare eventuali criticità incontrate. La terza sezione indaga, per ogni partecipante ma in modo anonimo, quanto l’intervento ha contribuito a migliorare la sua capacità di progettare il proprio futuro professionale in modo più coerente rispetto alla nuova situazione in cui si trova. Infine, viene sondata l’utilità complessiva del progetto rispetto ai suoi obiettivi principali:

 

  • PRESA DI COSCIENZA. Quanto l’intero percorso ha aiutato i partecipanti a prendere coscienza in merito alla propria situazione professionale (competenze, interessi, valori, occupabilità)?
  • EFFICIENZA DEL RACCONTO. Quanto l’intero percorso ha aiutato i partecipanti a diventare più efficienti nel raccontare la propria professionalità (competenze, interessi, valori)?
  • RIPROGETTAZIONE DI CARRIERA. Quanto l’intero percorso ha aiutato i partecipanti a progettare o riprogettare i percorsi di carriera che lo necessitavano?

I dati quantitativi e qualitativi raccolti verranno successivamente analizzati. I risultati saranno il punto di partenza delle attività del seminario che si terrà il 2 e 3 ottobre, rivolto ai responsabili degli enti che hanno sperimentato il modello e ai referenti degli enti esteri, che ha l’obiettivo di indicare le modifiche necessarie affinché il modello possa essere utile e quanto più facilmente replicabile.